mercoledì 26 dicembre 2012

PACE

Non ricordo la pace
o forse non l'ho mai vista.
Ricordo sempre qualcuno che ha dichiarato guerra a qualcun'altro.
Nel libro di storia, un vicino pettegolo, un parente invadente. 
Poi leggevo pace nel libro di un dio. 
Leggevo di amore supremo irraggiungibile. 
E quel sogno di vedere un sorriso sulla bocca di tutti. 
Ed era tutto cosí lontano. 

Mi ricordo invece, la felicità. Lo vista due o tre volte. 
Mi dissero che costava cara perciò...non ho insistito più di tanto.
C'era felicità, ma amche sorrisi.
Forse era quella la pace?
Doveva esserci una connessione molto forte. Tutto in pochi momenti. 

Tutto semplice. Una luce che scaldava il cuore.
Felicitá come pace.

E poi mi ricordo il tempo. Maledetto mai fermo. 

La misura di ogni cosa infinita immensa e tutto dipendeva da un secondo di orologio. 
Tutto prima o poi era perso.

Forse avrei dovuto smettere di contare. 
Avrei dovuto guardare bene i colori nel quadro che avevo avanti a me. 
Leggere usando solo il cuore. 
Senza preoccuparmi dei cambiamenti, essenziali parti dell'essere. 
Senza domani oggi ieri.
Solo nell'attimo.
Come ora.


Manuel Franceschetti Valeri Coloniale

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